Le BABURECENSIONI: Anime interrotte di Roberta Melchiori
Recensire Anime interrotte di Roberta Melchiori (Ventura Edizioni, 2025) non è stato semplice. Ho faticato a trovare le parole, perché storie come questa chiedono delicatezza, misura e rispetto. Di fronte agli usi e agli abusi che alcune persone subiscono nella loro vita, non possiamo permetterci superficialità: serve uno sguardo attento, mai giudicante, capace di ascoltare davvero. È con questa consapevolezza che mi avvicino al testo e al vissuto travagliato dell’autrice, sapendo che il rispetto passa esattamente dalle parole che scegliamo. Oggi, con la Giornata contro la violenza sulle donne alle spalle, riflettiamo non solo sulla tragedia delle esperienze personali, ma anche sul potere delle storie – letterarie, intime, collettive – di trasformare il dolore in consapevolezza. In questo modo, la letteratura diventa memoria viva, strumento di cambiamento, spazio di riconoscimento e di resistenza. Il libro di Roberta Melchiori è una testimonianza che scardina il confine tra romanzo e autobiografia. L’autrice ricostruisce il proprio vissuto, fatto di ferite profonde e rinascite faticose, attraverso una scrittura intensa e autentica. La forza del testo non risiede solo nella cruda esposizione del trauma, ma nella capacità di trasformare un’esperienza personale in un gesto di coraggio che diventa invito alla comprensione, alla responsabilità, all’ascolto. I temi affrontati sono molteplici: la cecità della famiglia di fronte alla violenza; i pericoli che possono insinuarsi anche tra le mura domestiche; la narrazione di una società tossica in cui il pesce più grande divora il più piccolo; le amicizie sbagliate, la droga, la rapacità di alcuni “lupi” pronti ad approfittare della fragilità altrui. Leggendo Anime interrotte ci si accorge che il testo crea connessione, proponendo un percorso emotivo che permette di riconoscere ciò che spesso resta taciuto dando un nome – e quindi un peso – al dolore proprio e altrui. Questo libro, in un certo senso, è una restituzione per ciascuna di noi. Perché tutte, ogni giorno, frequentiamo il grande “grattacielo” sociale in cui, metaforicamente, piano dopo piano, ci imbattiamo in esperienze positive e, alle volte, negative, spesso spiacevoli o violente. E di violenza esistono diverse forme: da quelle sottili, psicologiche, alle prevaricazioni quotidiane, fino ai livelli più alti, dove si manifesta la brutalità più cruda e, purtroppo, talvolta mortale. Quindi, la storia raccontata dall’ autrice appartiene a quella letteratura necessaria che raccoglie esperienze reali e le mette a disposizione della collettività come un catalogo di esempi: storie che non chiedono compassione, ma che servono a svegliare la società e a renderla più consapevole. E allora ci si rende conto che forse ognuna di noi ha conosciuto almeno una forma di violenza: dalle risposte imperiose di una suocera o di un partner, alle prevaricazioni sul lavoro o nella vita sociale, fino agli abusi veri e propri per le più sfortunate. Questo libro restituisce dignità a episodi in cui troppe donne, ancora oggi, nel “civilissimo” (ma spesso solo a parole) 2025, continuano a inciampare – più o meno consapevolmente. Ed è proprio qui che sta la sua forza. Perché le storie, come quella di Roberta Melchiori, hanno un ruolo decisivo nella costruzione della consapevolezza. La memoria non è mai solo ricordo: è un ponte tra ciò che abbiamo vissuto e ciò che possiamo trasformare. Raccontare significa nominare l’inesprimibile, rompere il silenzio, generare spazi di empatia e solidarietà. Ascoltare significa assumersi una parte di responsabilità verso chi non ha avuto voce, verso chi non è stato ascoltato abbastanza o, peggio, ha visto tapparsi la bocca in nome della reputazione, del “buon nome” o del terribile: “Cosa penserà la gente?”. Dunque è importante ricordare chi siamo e cosa siamo diventati anche attraverso la riflessione sulle nostre ferite. Oggi più che mai, in un periodo storico in cui valori fondamentali atti alla tutela delle donne sono ancora negati, ricordare non è un esercizio sterile di dolore: è un atto di resistenza. È il primo passo per creare una cultura che riconosce la violenza, la nomina e la rifiuta. Perché questo libro ci insegna che ricordare è già combattere. È già ricominciare creando consapevolezza. Vi invito a leggere questa storia. Perché solo attraverso la comprensione e la memoria possiamo costruire una società più consapevole, capace di trasformare ciò che ferisce e di non lasciare che la violenza resti nascosta, negata o minimizzata.
La storia segue la vita travagliata dell’autrice, raccontando tematiche dolorose e complesse. È un viaggio interiore, alla scoperta della propria anima, delle proprie fragilità, ma anche della grande forza d’animo e di volontà che ci vuole per liberarci dal peso della sofferenza e della paura. È un viaggio che tocca molti temi, soprattutto quello dell’adolescenza, con i primi amori e le prime esperienze, ma anche con i timori di crescere, di diventare adulti, perché nel mondo di questa adolescente, si nasconde una bambina ferita e spaventata da quello che ha dovuto subire proprio per mano degli adulti. È un viaggio di vita vissuta, di esperienze, di rabbia, di ricadute e di risalite, un’altalena tra emozioni a volte brutte, a volte forti, a volte meravigliose. Il romanzo racconta il tema difficile dell’abuso, delle relazioni tossiche e della ricerca dell’identità personale, evidenziando le sfide e le vittorie che caratterizzano la vita dell’autrice.
L'autrice:
Sono nata a Bolzano il 25 dicembre 1977, ho cominciato già da piccolina ad interessarmi ai libri imparando a leggere in autonomia ancor prima di incominciare la scuola.Da bambina mi piacevano i racconti del terrore. Come figlia unica e molto introversa, spesso mi mettevo a scrivere i miei racconti "di paura" sognando che un giorno sarebbero diventati un film.Parallelamente ai libri un altra mia grande passione è la musica e il canto.Sono sposata, ho quattro meravigliosi. figli e due gatte.Nella vita, oltre a scrivere libri, lavoro come terapista Shiatsu.
Dettagli:
Editore: Venturaedizioni
Data di pubblicazione: 10 settembre 2024
Lingua: Italiano
Pagine: 192 pagine
ISBN:-13 979-1281388956




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