La città altomedievale ( V- X secolo)


Ricostruzione dell isolato della Cripta di Balbo (a Roma) e delle zone vicine nel X e XI secolo


La città Altomedievale è un abitato policentrico, una nebulosa di case, orti , piantagioni di alberi da frutto, di spazi aperti e cortili con animali. che si dispongono all'interno dell'area murata, ognuno servito da uno o più edifici ecclesiastici. In città infatti vi erano le residenze dei vescovi ( facenti capo alle rispettive diocesi) Ne quelle di re e sovrani germanici solitamente costruite vicino alla Cattedrale. Come vedremo, seppur in generale rurale, nell’Altomedioevo le città non scompaiono anzi, quelle romane in gran parte sopravvissero (più numerose in Gallia e in Italia dove ancora le mura erano capaci di reggere agli attacchi esterni) . E furono proprio le alte mura che le circondavano, ad essere oggetto di interesse tramite  ricostruzioni o restauri. Caso emblematico sono le Mura Aureliane a Roma, risarcite per volontà papale nei tratti di cortina crollati o rinforzati nelle torri con fodere in muratura. La torre, ricordiamolo, è di sicuro uno degli elementi urbanistici più importanti del Medioevo che si diffonderà in maniera consistente soprattutto a partire dall'anno Mille. Tornando alle mura, in pochi casi sono costruite ex novo : è il caso della cinta muraria di Benevento ( fine VI secolo) o della fortificazione del Vaticano ( a metà del IX secolo) . Nelle immagini altomedievali, infatti, il nucleo abitato é sempre raffigurato non come luogo fervente di traffici ( commercianti e mercanti ebrei o siriani erano all’ordine del giorno) ma come luogo chiuso e fortificato ben illustrato in una miniatura, tratta dal Vangelo di Luca, nella cui Annunciazione e Visitazione la cui frase “ Entrò Maria nella casa di Zaccaria e salutò Elisabetta” é tradotta nell’abbraccio delle due donne davanti ad un esagono chiuso, raffigurante, appunto, le mura cittadine.Casa come città , città come casa e casa come casula , veste con cappuccio che copriva per intero la figura che l’indossava.


Annunciazione e Visitazione, inizi IX sec., Parigi, Bibl. Nat., ms  lat. 8850, f.124r

Nelle città rimane immutato il problema dello smaltimento dei materiali di scarico ( buttati per strada ) e dell'approvvigionamento idrico, spesso e volentieri lasciato all'iniziativa dei singoli cittadini.
Dal punto di vista monumentale segnaliamo nell'VIII secolo, l'ampliamento con due aule absidate in stile tardoantico nel palazzo papale del Laterano, a Roma e il palazzo di Carlo Magno ad Aquisgrana anch'esso influenzato dall'architettura del potere dei secoli IV-V.


Vista di Panissières , i borghi vicino alle mura ( Loira, Francia) disegno di Guillaume Revel , Armorial, XV secolo, Paris, Bibliothèque Nationale, ms. Fr. 22297 , f. 448



Si restaurano anche gli edifici ecclesiastici in virtù delle donazioni dei potenti ( specialmente i franchi , Carlo Magno in primis) e del trend economico positivo dalla metà/fine dell'VIII secolo. Piccola parentesi sugli edifici religiosi: con l'ingresso delle reliquie in città e la conseguente deposizione all'interno delle chiese, si genera il fenomeno diffuso di esservi sepolti all'interno, al fine di riposare ad sanctos, cioè presso le tombe dei santi . Nascono così i cimiteri urbani.
Per quanto riguarda le abitazioni dei cittadini comuni, queste variano dalle più semplici "scatolette" a pianta rettangolare , ad un piano solo (domus terrinea) o a due piani (domus solarata), costruite in legno , in pietra o con mattoni di recupero, alle abitazioni ricavate riadattando i vecchi ruderi come teatri e anfiteatri, occupandone le singole arcate , murandone le aperture anteriore e posteriore ( ciò accadde , ad esempio, al teatro di Verona e al Colosseo trasformati in veri condomini) .



Roma, Teatro di Marcello: esempio di riuso di un monumento antico per abitazioni. La foto, scattata nel XIX secolo, mostra come la modalità di riutilizzo abitativo in voga nell'Alto medioevo, abbia avuto una vita particolarmente lunga.


Le case degli aristocratici mantengono la stessa compattezza di quelli dei cittadini meno abbienti ma sono più grandi, in pietra o in mattoni, con portici, solai in muratura , create da maestranze specializzate , decorate e dotate di elementi infrastrutturali come pozzi per l'acqua, fosse granarie e pozzi neri. Molto spesso, gli aristocratici vivono nella curtis, ovvero una serie di edifici ( casa compresa ) che fanno tutti capo alla stessa famiglia e gravitano su uno spazio aperto più o meno ampio. All'interno può esserci anche una chiesa privata, una piccola cappella ad uso dei proprietari oppure anche un balneum, cioè un ambiente termale, e poi orti, arboreti, fienili, stalle e recinti per animali. Il X secolo, epoca di militarizzazione del territorio, "secolo di ferro", vede decollare nelle campagne il fenomeno dell'incastellamento e nelle città quello le fortezze urbane, sedi fortificate dei clan familiari in lotta tra loro.Inizialmente, vengono riadattati soprattutto i resti dei grandi complessi antichi ( i mausolei di Augusto e di Adriano, le terme di Diocleziano, i teatri di Marcello e di Pompeo a Roma, ad esempio) equipaggiati con torri di difesa e di controllo ma anche...simbolo di proprietà: la famiglia Frangipane, a Roma, per assicurarsi il controllo del colle Palatino ve ne costruì una. 

Bibliografia:
A. Augenti, Archeologia dell'Italia medievale, Ed. Laterza, 2016.
A.Barbero, C. Frugoni, Medioevo. Storia di voci , racconto di immagini, Laterza, 2020

Commenti

Post più popolari