C'era una volta, In Puglia...
... l'antica Iapygia ,compresa tra la fascia meridionale della valle dell’Ofanto e l’area a Nord dell’istmo salentino. Era divisa in tre parti: Daunia a nord, Messapia a sud e Peucetia al centro . Japigi i suoi abitanti...
Ben presto Roma pose le sue mire sulle genti e sulle terre pugliesi, iniziando la sua conquista con l’assedio della città peucezia di Silvium ( nel 306 a.C.) oggi individuata a Botromagno , vicino Gravina in Puglia (provincia di Bari). Pian piano, specialmente dopo la seconda guerra punica , dal III-II secolo a.C , l'impronta romana si fece sempre più forte in maniera tale da rimodellarne il volto.
L'area fu riorganizzata, non senza resistenze.
Infatti, all’indomani della guerra sociale che vide trionfare Roma in veste del pretore C. Cosconio, la cultura iapygia iniziò pian piano a scomparire. I romani , popolo pragmatico, non persero tempo: assorbirono i centri indigeni fra la fine del III e il II secolo a.C attuando importanti cambiamenti. Per la cittadinanza romana, ad esempio, le città pugliesi dovevano fare riferimento ad una delle tribù romane ( ad esempio Bari fu ascritta alla gens Claudia). Questo nuovo corso, riecheggia nelle parole dello storico Strabone. Egli nella sua "Geographia" ricorda che all’inizio del principato di Tiberio la distinzione tra Dauni e Peucezi era ormai superata poichè tutti si sentivano abitanti del nuovo comparto chiamato Apulia che in età augustea fu inserita all’interno della "Regio secunda : Apulia et Calabria” (cioé l'attuale Salento) . Comprendeva un vasto territorio che fu progettato tenendo conto dell'idrografia e della viabilità costiera , estendendosi dal fiume Biferno al Capo Leuca e, nell’entroterra, a Est dall’Appennino daunio-campano, scendendo lungo il corso del Bradano fino allo Jonio . In seguito fu solcata dal passaggio della Via Traiana (inizio del II secolo d.C.) in modo da collegare Barium (Bari) , Gnatia (Egnazia, vicino Fasano) e Brundisium (Brindisi) , agevolando i trasporti, incentivando gli scambi e i mercati. Durante l'epoca imperiale , Diocleziano istituì “l’ Apulia et Calabria” in seguito allo smembramento della vecchia “Regio secunda” augustea. Il suo capoluogo era Canosa (provincia di BAT ) e tra le città più importanti vantava Taranto , Venosa , Lucera, Siponto , Bari e Brindisi .
Questo è solo un piccolo pezzo della storia della Puglia, la cui vivacità è attestata fin nel periodo tardo antico. Le fonti tarde come gli Itinerari (l’Itinerarium Antonini, l’Itinerarium Burdigalense) la Tabula Peutingeriana o l’Anonimo Ravennate descrivono infatti una fitta successione di strade e di tappe lungo le sponde adriatiche. Le strade erano molto importanti ( furono ristrutturate fino all’epoca di Teodosio, Onorio e Arcadio).
Infine, la vitalità dell’Apulia tardo antica, tra IV e VI secolo è attestata dagli insediamenti rurali ( Gravina , Lucera , Canosa ) importanti per la produzione cerealicola ma anche dalle "villae" padronali come quella di Faragola (Ascoli Satriano , provincia di Foggia ).
Bibliografia:
Musca G., Sviluppo urbano e vicende politiche in Puglia. Il caso di Bari medievale, in AA.VV, "La Puglia tra medioevo ed età moderna. Città e campagna", 1981
Nuzzo D., Inscriptiones christianae Italiae septimo saeculo antiquiores. Nova series XIII, Regio II. Apulia et Calabria, introduzione, edizione e commento, 2011
Petrignani M., F. Porsia, La città nella storia d'Italia : Bari, 1988.
Strabone, Geographia, VI, 3, 8-9 e VI, 3, 11 L
Todisco L. ( a cura di) , Bari nella Puglia centrale in età romana, in "Bari romana", 2017



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