Stilicone
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Dittico di Stilicone, dopo il 395 d.C, Monza, tesoro della cattedrale |
L'integrazione dei germani nel mondo romano era cominciata già prima delle invasioni vere e proprie attraverso frequenti contatti fra i loro capi e la corte imperiale e il servizio mercenario ad essa reso. Esempio di integrazione è quello di Stilicone, generale di origine vandala che aveva sposato Serena, nipote e figlia adottiva dell'imperatore Teodosio. Alla sua morte nel 395 d.C, in un impero minacciato dai Visigoti, diviso tra i suoi figli Arcadio, il maggiore , imperatore d'Oriente e in Occidente, Onorio , ancora bambino, governava di fatto e al posto di quest'ultimo proprio Stilicone, reggente dell'Impero e comandante di un esercito reclutato in maggioranza tra le genti germaniche.
Nonostante l'impegno dimostrato, Stilicone fu sempre visto con sospetto a corte in special modo da Arcadio. Un barbaro troppo vicino al potere non piaceva a nessuno.
Nel dittico di Stilicone, opera datata ad un periodo successivo al 395 d.C, c'è molto di più di una semplice raffigurazione iconografica. Il comandante , la moglie e il figlio rievocano alla nostra mente ambienti di corte raffinati. Serena è abbigliata con vesti ricercate : la dalmatica, una sopravveste con maniche larghissime e corte , stretta al seno da una cintura gemmata di un tipo non in uso dalle donne ricche romane, una stola drappeggiata, orecchini opulenti. In mano regge un fazzoletto.
Stilicone è abbigliato da soldato : indossa la clamide, il mantello militare romano , fissato in spalla da una fibula. Regge lancia e scudo sul quale sono ritratti gli imperatori Onorio e Arcadio ...Ed è proprio con questo particolare sullo scudo, che Stilicone vuole di rassicurare Arcadio : egli sarà sempre leale difensore dell'Impero.
Bibliografia:
A.Barbero, C.Frugoni, Medioevo. Storia di voci, racconto di immagini, Laterza, 2015



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