Le frontiere orientali
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| Strade antiche del Vicino Oriente |
Fu Diocleziano intorno al 290 d.C, dopo la Campagna d'Arabia, a fondare le prime basi per il controllo delle frontiere orientali e alle 12 legioni già di presidio ne furono aggiunte altre 4. L'impegno dell'imperatore ad Oriente si concretizzò con la Strata Diocletiana in Giordania , un lungo tracciato con forti e torri di avvistamento che attraversava la Siria settentrionale , la Palestina meridionale fino al nord della penisola araba. Di grande interesse anche il controllo dei mari e dei corsi d'acqua , non sottovalutati nè da Traiano nè da Severo, poichè potenzialmente minacciati dai saraceni o dagli unni ( specie nel Mar Nero). Terre nevralgiche e di difficile amministrazione erano la Mesopotamia, l'Armenia ( ricordata per il suo valore strategico nel VI secolo da Procopio ) e ovviamente l'Egitto, il "granaio dell'Impero". Qui le truppe romane difendevano le riserve di grano di Roma e Bisanzio. Il Comes Africae era al comando di ben 12 unità di fanteria, 19 di cavalleria e 16 unità di limitanei ( militari posti al confine) coordinate ognuna da un ufficiale residente in una delle fortezze poste già dal II secolo nelle zone predesertiche. Inglobate nel V secolo nell'Impero Bizantino, le frontiere orientali subirono il crollo quasi totale all'inizio del VII.



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