Una giornata in una città dell'XI secolo
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| Beato Angelico, I borghi vicino alle mura, particolare della Pala della Santa Trinità, tempera su tavola, 1437 - 40 ca, Museo di San marco, Firenze. |
In generale, il passaggio dall'Antichità al Medioevo ha comportato l'ampliamento e il cambiamento delle città preesistenti. Casi emblematici sono quello di Bologna con ai poli del decumano romano le tracce delle vecchie strade campestri e di altre città di nuova fondazione con case allineate a spina di pesce e con strade parallele alla principale che richiamavano alla memoria il modus operandi romano, a scacchiera. La forma più tipica di città medievale è radiocentrica , generata da un polo centrale propulsore del restante corpus cittadino.
Esso è all'interno suddiviso in base alla gerarchia/specializzazione dei suoi abitanti a seconda del lavoro o dell'etnia degli stessi ( il ghetto per gli ebrei ). Le città medievali hanno tre piazze: quella politica, cuore della città, dominata dal Palazzo , quella economica ( che spesso sorge accanto alla prima) del mercato che funge spesso da saldatura tra la città antica e quella medievale nei borghi di fondazione romana e la piazza religiosa, della Cattedrale , con edifici bassi in modo che essa possa emergere rispetto alle altre costruzioni.
La città medievale è uno scrigno che si chiude al calar delle tenebre. Le strade, vive durante il giorno nel via vai generale dei cittadini e dei commercianti, si svuota di notte. Nelle case dalle travi in legno, le donne mettono la cenere sulle braci al fine di evitare incendi, lasciando accesi solo i lumini davanti alle immagini sacre.
Le case medievali, non avevano la differenziazione odierna : vi era la sala da pranzo, la camera da letto e delle loggette per i bisogni naturali, spesso direttamente smaltiti attraverso un sedile collegato ad un canale o, in assenza di esso, svuotati in strada.
Il mobilio è essenziale: se il cittadino è un pò più agiato non è raro che custodisca i preziosi in uno stipo ferrato, sotto il letto che può essere meravigliosamente grande per i più ricchi, composto da un morbido pagliericcio e cuscini di piume oppure per i più poveri consistente in una cassa di fieno con cuscini imbottiti di paglia. La città si sveglia al suono delle campane degli edifici religiosi. Il tempo è scandito dalla chiesa : il mattutino, le laudi fino alla compieta.
Si contava il tempo di tre ore in ore ma questo non è preciso come il nostro, suddiviso dalla meccanica. Le dodici ore del giorno e della notte risentono del crescere e del diminuire delle giornate, causa stagioni. Ci si alzava presto, per lavorare o andare a messa e ci si lavava solo in determinate condizioni: se di ritorno da un viaggio o se particolarmente sporchi. Le donne , nelle case , si occupano delle faccende domestiche.
All'ora di pranzo si consumava una zuppa , mentre i più ricchi ( eccezion fatta per i veti delle festività religiose) potevano mangiar anche carne in intingoli, servita su fette di pane, utilizzate come piatti. Finito il pranzo c'era la siesta, in cui si potevano scambiare chiacchiere e godersi una pausa. Il resto della giornata si concludeva tra il lavoro e una cena leggera. Tranne i soliti mattacchioni che si aggiravano per le taverne, il cittadino comune, affidatosi a Dio e alle preghiere dei monaci, si preparava per la notte per ricominciare il suo quotidiano il mattino seguente.
Bibliografia:
A. Frugoni, C. Frugoni, Storia di un giorno in una città medievale, Laterza, 2002



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