La nascita del Purgatorio
Tra XII e XIII secolo inquadriamo la nascita di un terzo regno ultraterreno che viene appositamente creato e ufficializzato dalla Chiesa romana seppur nella Bibbia ci si riferisca esplicitamente solo al Paradiso e all' Inferno . Ma come si arriva alla nascita di questo regno e soprattutto perché?
Nelle Sacre Scritture , al di là di quanto affermato poc'anzi, vi è una esile base sulla quale far perno per la genesi del Purgatorio, costituita da una affermazione di San Paolo ( 1, Cor, 3,13,-15 ) circa una sorta di prova del fuoco in virtù della quale , nel fuoco e attraverso di esso, nell'ottica generale del Giudizio Universale, verrà giudicato l'operato di ognuno. Certo, come afferma il medievista Le Goff nella Bibbia vi sono comunque altri episodi in cui si fa riferimento diretto o indiretto al riscatto dei peccati: nell’Antico Testamento il racconto del sacrificio ordinato da Giuda Maccabeo per riscattare la caduta dei soldati in battaglia ( II Maccabei, 12 , 41- 46) mentre nel Nuovo non solo il testo di Matteo che evidenzia la necessità di remissione dei peccati nell’Aldilà ( Matteo, 12, 31 - 33) , la storia di Lazzaro e del ricco cattivo dove si fa riferimento ad un tempo intermedio ultraterreno che verrà teologicamente ben espresso da Tertulliano. In generale , al di là della tematica della remissione dei peccati i cristiani della Tarda Antichità e dei primi secoli del Cristianesimo vi fanno poco riferimento essendo più concentrati sul concetto escatologico del tempo senza troppo dar corda a discorsi troppo millenaristici ( spesso e v9lemtieri considerati eretici dalla Chiesa).
A seguire, il concetto di Purgatorio fu creato e concretizzato in primis da sant'Agostino ( parlò di un fuoco purgatorio in relazione alla condizione di chi si trovava in una situazione intermedia: cioè tutti coloro non completamente buoni da Paradiso né completamente cattivi da Inferno per direttissima) e poi da Gregorio Magno alla stregua del primo definito da Le Goff “ padre del Purgatorio” . Entrambi ne fanno oggetto di studio, ne pongono il tempo , ne concretizzano l’idea nell’immaginario comune. Ma perché queste riflessioni, rimaste in sordina per lungo tempo furono, prese in considerazione solo tra XII e XIII secolo quando la Chiesa iniziò a cambiare atteggiamento in materia? Quale fu il motivo di tal cambiamento?
La docente e studiosa C. Frugoni esamina a questo proposito le ricerche del grande medievista J. Le Goff che, nella “Nascita del Purgatorio”, fa riferimento a due aspetti importanti, correlati e di ugual importanza nell'ottica di creazione e accettazione di questo regno intermedio.
Il primo aspetto è socio – economico: con il ripopolamento delle città , il lavoro diversificato, la nascita di notai, giuristi e mercanti , il fiorire di studi matematici e geometrici ( grazie all'operato del Fibonacci) ci fu un cambiamento di mentalità che portò alla seconda concausa e cioè il ridimensionamento di quella tensione escatologica dei primi tempi del Cristianesimo. In virtù di questi mutamenti , la Chiesa stessa procrastinò il momento del Giudizio Finale, arrivando a farsi giudice dei buoni e dei cattivi sulla terra, nominando i beati destinati al Paradiso ( i Santi) o, in caso contrario, all'Inferno, rimarcando il suo potere tramite una ferrea giustizia temporale. Tale potere è ad esempio ben descritto nell'opera attribuita a Niccolò da Bologna dove vengono illustrati un tribunale terreno ed uno celeste. In special modo il primo, quello che lo stesso Niccolò raffigura presieduto dal Papa in mezzo al alti prelati e teologi, aveva il compito di valutare tutti quei peccati che , tramite confessione, indulgenze, messe, elemosine ed opere di carità , avrebbero dovuto cancellare la colpa del reo confesso. Ma ad una condizione. Solo in caso di vero e profondo pentimento si potrà liberare l'anima dell'imputato dal peccato. Se non radicato, il mancato pentimento sarà la causa della sua discesa in Purgatorio, in quel regno intermedio dove in ogni caso la permanenza della sua anima sarebbe stata orribile e faticosa. A differenza però dell'Inferno, il tempo nel Purgatorio è misurabile, le anime possono comunicare con i vivi chiedendo suppliche e preghiere , unico strumento per abbreviare la loro pena in quel posto sì intermedio, ma in ogni caso di punizione e patimento. Tal pratica di pregare per le anime purganti si estese almeno fino al Concilio di Trento ed è tutt'ora molto viva in alcune zone d'Italia e del mondo.
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| Opera attribuita a Niccolò da Bologna, La giustizia divina e la giustizia umana, Berlino, Staatliche |
| Museen - Stiftung Preussischer Kulturbesitz, Kupferstichkabinett, min. n. 4215, fine XIV sec. |
Personalmente , a questo proposito , mi sovviene una affascinante figura purgante: l'Anima Sola. Nonostante la variante maschile, la raffigurazione più comune la dipinge come una donna incatenata circondata dalle fiamme. Il suo stato è temporaneo, poiché , previe preghiere dei vivi, tenderà a liberarsi dalle sue catene per poi ascendere al cielo. Pregare l'Anima Sola significa infatti pregare per tutte le anime del Purgatorio, consentendole, un giorno ,di poter raggiungere l'ultima e più felice destinazione. In Italia la sua devozione è forte a Palermo ma soprattutto a Napoli nel " Culto delle anime del Purgatorio." In America Latina, la simbologia dell'Anima Sola è ancora profondamente radicata nelle comunità rurali. La devozione risale ai primi colonizzatori, che probabilmente diffusero la sua l'immagine. E proprio qui, in America Latina, nella Santería (o Lukumi) , la religione afro-caraibica di Cuba, secondo il folklore e la cultura locale, l' Anima Sola è identificata con gli “Eshus”, i messaggeri divini e con i “Tricksters”, i Maestri delle Strade e le Porte, invocati in tutte le preghiere per poter raggiungere la destinazione ultima serenamente. Tra gli Eshu, l'Anima Sola è paragonata all'antichissimo Eshu Allegwanna, il Solitario, che calcò la nostra Terra sin dai primordi.
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L'Anima Sola |
Tornando a noi e al Purgatorio cristiano, ricordiamo che tal Regno di Pentimento non fu molto riprodotto visivamente ( se non nel campo delle miniature) imponendosi più che altro nell'immaginario collettivo tra XIII e XIV secolo. Dal Purgatorio i morti potevano manifestarsi ai vivi così come costoro li ricordavano o sotto forma di spiriti spesso afflitti dalle pene che gravavano su di loro , dalle catene di un pentimento non ancora scontato, che ricorda ai vivi, al di là delle bellezze della vita, la caducità della stessa che li priverà di quel corpo di cui rimarrà solo lo scheletro.
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| Opera attribuita a Paolo Veneziano, Madonna dell'Umiltà ( con particolare del committente in basso a sinistra) , Madrid , FundaciónThyssen - Bornemizsa, 1360 circa. |
A questo proposito , assolutamente sintomatica, è l'opera che la Frugoni ci invita ad osservare. Attribuita al grande Paolo Veneziano, databile attorno al 1360 , raffigura ai piedi della gigantesca Madonna dell'Umiltà, il committente inginocchiato, accompagnato da uno scheletro ( il suo destino futuro) , ovviamente per motivi di votivo rispetto, raffigurato in scala ridotta rispetto alla Madonna con il Bambino circondata dagli angeli. Ricapitolando é quindi dalla metà del XII secolo che il Purgatorio si concretizza in primis come luogo di purgazione arrivando ad essere chiamato ed inteso come tale dai teologi parigini tra 1170 e 1180 in seno agli scambi avvenuti fra la scuola di Notre - Dame e i cistercensi delle abbazie francesi orientali e settentrionali . Pietro Cantore e Simone di Tournai ne furono i primi teologi.
É in ogni caso nel XIII secolo che il Purgatorio entra a pieno titolo nel Cristianesimo , ricordiamo insieme attraverso quali date importanti:
- 1254 ( con la lettera di Innocenzo IV al legato Eudes de Châteauroux ) ;
- 1274 ( dichiarazioni in seno al Concilio di Lione) .
In questo modo, il Purgatorio entrò a livello teologico in tutti i suoi grandi sistemi , accettato e confermato da Guglielmo d’Alvernia , San Bonaventura o Tommaso d’Aquino. Il XIII si denota quindi come secolo importante e delicato per la Chiesa oberata nel districarsi tra difficili prove ( eresie, poteri civili nascenti) tra le quali troviamo la perdita di controllo sul tempo che era stato di sua personale gestione per secoli . Nel XIII secolo, la Santa Sede é costretta ad accettare un tempo neutro, legato alla vita e agli affari quotidiani , delle nuove scoperte nel XIV secolo porteranno all’invenzione degli orologi. Ma quello che la Chiesa può fare ancora , tramite l’operato di teologi , é strutturare in ogni caso il tempo intermedio di quello stesso Purgatorio, accettato e canonizzato dalla metà del secolo prima, avendo in pugno , gestendone, le modalità di diminuzione di permanenza al suo interno : preghiere, elemosine e messe.
Bibliografia:
Agostino, La vera religione, VI , 2 , Manuale di fede, speranza e carità, Roma , Città Nuova, cap.29, 109, pp. 606-607.
C. Frugoni , Paure Medievali. Epidemie, prodigi, fine del tempo, cap. I , pp. 81- 85, Ed. il Mulino, 2020.
H.Edward , "Purgatory".The Catholic Encyclopedia. New York: Robert Appleton Company. Retrieved , December 20,2011.
J. le Goff , La nascita del Purgatorio, Einaudi, Torino, 1982.
J. Le Goff, L’immaginario medievale, , cap V, pp. 111-113, Laterza, Bari, 2007.





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