LE BABURECENSIONI: Tre storie extravaganti e una favola medievale di Carlo M. Cipolla

 


Cosa vieta che dica il vero uno che ride?”, chiedeva Orazio. È proprio da questo spirito che nasce il piccolo gioiello di Carlo M. Cipolla, Tre storie extravaganti e una favola medievale (Il Mulino, 2025). Un testo breve, lucidissimo e ironico, capace di dimostrare come la verità, filtrata attraverso intelligenza e umorismo, possa brillare ancora di più. Cipolla, maestro della divulgazione, ci accompagna in tre episodi storici veri e documentatiextra-vaganti nel senso più autentico: fuori dalle vie consuete dei manuali, ma nel cuore vivo della storia economica europea. Il filo rosso è l’oro, o meglio: l’eterna fame di ricchezza che muove uomini, regni, avventurieri e interi sistemi economici.Il viaggio comincia nella Firenze del XIV secolo, dove la potentissima famiglia dei Bardi incarna l’intreccio fra potere, finanza e spregiudicatezza. Ci spostiamo poi nel Seicento, nel pieno della grande truffa ai danni dell’Impero Ottomano. Infine arriviamo nella Francia tra XVII e XVIII secolo. Cipolla commenta due celebri trattati dedicati al commercio e alle manifatture, ricchissimi di giudizi gustosi e acuti su genti e popoli. Tra questi la voce di Savary e del suo Le parfait négociant: un manuale che diventa una galleria di ritratti antropologici irresistibili.Tutto è raccontato con ironia e limpidezza, restituendo un’Europa vivace, mobile, piena di virtù e furberie, attraversata da scambi, pregiudizi e strategie sottili: un continente dove i confini culturali si sfiorano, si sovrappongono, si contraddicono. A chiudere il volume è la favola medievale: una storia in cui le differenze culturali — diremmo oggi identitarie — sembrano allontanare i protagonisti, finché non diventano invece la sostanza di un legame indissolubile. Tra ironia, rigore e una prosa nitida, Cipolla ricorda che la storia non è fatta soltanto da re, generali e battaglie, ma da mille piccoli ingranaggi umani: truffatori, mercanti, famiglie ambiziose, mode improvvise, errori ripetuti con ostinata puntualità osservati con sguardo  amaramente attuale: “L’uomo non impara un accidente di nulla né dalla sua esperienza né da quella dei suoi simili.




Sinossi:

«Cosa vieta che dica il vero uno che ride?» Orazio Storie curiose, fuori del comune (extra vaganti, appunto), divertenti, ma tutte rigorosamente vere, accompagnate da una favola medievale, per la prima volta pubblicata dal Mulino, rigorosamente inventata e proprio per questo rivelatrice delle suggestioni letterarie, e non solo, che hanno ispirato il suo autore. La prima storia è ambientata nel XIV secolo e vede protagonista una potentissima consorteria di banchieri fiorentini, i Bardi. La seconda ricostruisce un singolare brutto scherzo giocato dagli Europei ai Turchi nel Seicento. Nell'ultima sono commentati due famosi trattati francesi del XVII e XVIII secolo in cui abbondano giudizi, acuti e gustosi, su genti e popoli. Nella favola, infine, le differenze culturali - diremmo oggi le diverse identità - sembrano allontanare i protagonisti finché non divengono la sostanza più autentica di un legame indissolubile.


L'autore:

Carlo M.Cipolla, storico, specializzato in storia economica. Ha una lunga carriera di insegnamento presso numerose università nazionali e internazionali. Tra le sue pubblicazioni, edite da Il Mulino, ricordiamo Tre storie extra vaganti, Miasmi e umori, Storia economica dell'Europa pre-industriale, Le avventure della lira, Cristofano, La peste e Allegro ma non troppo. Nel 2019 ha pubblicato con Feltrinelli Uomini, tecniche, economie.


Dettagli:

AutoreCarlo M. Cipolla

EditoreIl Mulino

CollanaContrappunti

Anno edizione2025

In commercio dal: 7 novembre 2025

Pagine: 128 p., Brossura

EAN9788815394125




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