Le Baburecensioni: Tutto in una notte. Una storia insonnia del Medioevo di Claudia Babudri

 


Oggi come un tempo, quando il freddo della sera sfiora la pelle e lo sguardo si solleva verso il cielo, la notte esercita ancora il suo richiamo. Il manto scuro, punteggiato di luna e di stelle, continua ad accogliere il riposo e i sogni, ma anche le confidenze sussurrate, le veglie, il lavoro silenzioso di chi studia, cura, sorveglia o percorre le strade quando il giorno si ritrae. La notte trascina i passi oltre l’orario consentito, tra le risate che si spengono lentamente, i baci rubati, le urgenze che non possono attendere l’alba. Oggi come un tempo, essa non è solo uno spazio dell’anima, ma un tempo concreto, operoso, regolato, in cui la vita continua a scorrere. Anche nel Medioevo la notte non si configura come assenza, ma come presenza diversa: un tempo abitato da chi vegliava, lavorava, pregava, temeva, desiderava, non nemesi del giorno ma suo rovescio necessario. Tutto in una notte. Una storia insonne nel Medioevo (Il Mulino, 2026) di Beatrice Del Bo, restituisce alla notte medievale la sua densità reale, raccontandola come un tempo regolato e attraversato da figure precise, da mestieri indispensabili, da funzioni sociali che non conoscevano pausa. Guardie sulle mura, sorveglianti, medici, impiegati, lavoratori onesti e disonesti: la notte non dorme, ma lavora, vigila, si muove e spesso azzarda, giocando in taverna o nei grandi saloni. Con uno stile scorrevole e accessibile, la Del Bo “spacchetta” la notte medievale e la riconsegna alla storia non come parentesi del giorno, ma come infrastruttura essenziale della vita comunitaria, come spaccato di una società attenta ai cicli notturni e convinta dell’influenza concreta della Luna sulle vicende umane. Luna capace di affascinare ma anche di scomparire, generando inquietudine. Perché la notte è anche il tempo dell’alterità e della paura, degli eretici, delle streghe, dei fuggiaschi, del demonio, una paura che non nasce solo dal buio in sé, ma da ciò che nel buio sfugge al controllo, una tensione che attraversa i secoli e riaffiora ancora oggi, nell’angoscia di camminare da soli nella notte, come cantavano gli Iron Maiden in Fear of the Dark. Ma, attenzione, scardinando il preconcetto, l'autrice ci ricorda che la notte medievale non è buia e sorda: per le strade si accendono fiaccole, e non transitano soltanto vigilanti o le guardie incaricate di proteggere la città lungo la cinta muraria, ma anche medici e ostetriche chiamati d’urgenza, viaggiatori in cammino, uomini e donne (anche monache ribelli!) diretti in taverna. Perché la notte medievale non è oscurità totale, bensì vita, gioco, momento comunitario. È anche la notte degli impiegati, costretti a restare svegli per ultimare carte e mansioni, quella che accoglie i fuochi, il divertimento delle grandi corti, le cene, gli spettacoli e le riunioni patinate, ma che allo stesso tempo nasconde il tradimento, la fuga, una giustizia che agisce sotto la cortina del buio per sbarazzarsi di chi non è gradito, di chi ha osato tradire o oltraggiare un potere, una casata, una figura pubblica. A tutto questo si affianca la notte degli amanti , la notte che palpita di poesia e di respiro, e quella di chi semplicemente riposa, trovando conforto nell’avvolgente coltre scura del cielo notturno. La notte medievale, dunque, non è una notte statica o priva di movimento, ma una notte profondamente umana, dalle molteplici sfaccettature, ed è proprio questa umanità brulicante, varia e contraddittoria che la Del Bo evidenzia, offrendo un testo sì accademico, ma capace di restituire con chiarezza e partecipazione le storie, le vicende, le glorie e le cadute di chi la notte la abitava davvero, permettendoci di comprendere che la notte medievale non è semplicemente “notte”, ma è il tempo di chi non si arrende, di chi lavora, di chi aiuta a dare la vita o la salva, di chi protegge, custodisce, azzarda, tradisce o fugge. Di chi, nel bene e nel male, vive la sua esistenza...tutto in una notte. 






Sinossi:
… e così le notti medievali si colmano di meraviglia, come se mille e una storia vibrassero alla luce della luna. La notte medievale è tutt’altro che vuota o silenziosa. Le città e i villaggi sono vivi, illuminati da lanterne, torce e falò. Le persone lavorano, pregano, festeggiano e tessono relazioni e alleanze politiche. Le notti sono il palcoscenico per amori segreti e letture appassionate o devote, per feste chiassose e viaggi avventurosi, furti e inganni, ubriacature e miracoli. Anche quando il sonno prende il sopravvento, la quiete è solo apparente. Il buio si popola di suoni e rumori che si infiltrano nei sogni, a volte trasformandoli in incubi. Beatrice Del Bo ci guida in un viaggio notturno e insolito attraverso case, monasteri, botteghe, campi di battaglia e taverne, raccontando un Medioevo insonne e vibrante, molto più affascinante di quanto siamo abituati a immaginare.

L'autrice:
Beatrice Del Bo insegna Storia economica e sociale del Medioevo e Didattica della storia nell’Università degli Studi di Milano. È co-curatrice della Festa del libro antico e medievale di Saluzzo. Con il Mulino ha pubblicato «L’età del lume. Una storia della luce nel Medioevo» (2023) e «Arsenico e altri veleni. Una storia letale nel Medioevo» (2024).

Dettagli:
Editore: Società Editrice Il Mulino
Data di pubblicazione: 23 gennaio 2026
Pagine: 288 pagine
Formato:Brossura
ISBN: 
978-88-15-39487-3







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