Le Baburecensioni: Costanza di Svevia: La guerra della regina di Chiara Curione
Questa recensione avrebbe dovuto vedere la luce molto prima. Ho preferito però concedermi tempo, calma e pazienza, per dedicare a questo libro l’attenzione che merita — perché, a mio avviso, merita davvero molto. E lo merita per diversi motivi: non solo perché, trattandosi di un romanzo storico, si mantiene fedele agli eventi, ma anche per l’approfondimento accurato e appassionato degli usi, dei costumi e della vita medievale, restituiti con una cura davvero encomiabile. Sto parlando dell’ultimo capitolo di una serie che ho già letto e recensito, firmata da un’autrice pugliese che non è soltanto una scrittrice, ma anche una studiosa attenta e profonda della materia: Chiara Curione. L'autrice ha dedicato anni allo studio della dinastia sveva, partendo dagli ultimi anni di governo di Federico II fino a concentrarsi sulle vicende della figlia Costanza. Il romanzo di cui parlo è il secondo dei due volumi dedicati a questa figura. Nel primo, Costanza di Svevia. Il ritorno da regina, la sovrana — consorte di Pietro III d’Aragona — è protagonista della Guerra dei Vespri siciliani, scoppiata dopo che i siciliani offrirono la corona al marito. Invece, in questo secondo capitolo, Costanza di Svevia: La guerra della regina (EEE,2026), la narrazione si apre nel 1287, con l’esecuzione di Alaimo da Lentini. Da qui si dipana una trama fitta: Giacomo, figlio di Costanza e re di Sicilia, si trova a fronteggiare rivolte interne e la pressione del fratello maggiore Alfonso, sovrano d’Aragona. È una storia di potere, ma anche di lacerazioni familiari, alimentate dal papato e dagli Angioini, che mettono a dura prova la regina. Costanza cerca mediazioni, prova a tenere uniti i figli, ma la morte prematura di Alfonso porta Giacomo a unire Aragona e Sicilia, tradendo il testamento paterno e scatenando il conflitto con il fratello Federico. Ci troviamo davanti a un libro intellettualmente onesto sin dalle prime pagine. Come è nello stile di Curione, l’opera si apre con una prefazione chiara, che definisce intenti e contenuti, e con l' elenco dei personaggi divisi tra principali e secondari, distinguendo con esattezza le figure storiche dai personaggi di invenzione. Una scelta tutt’altro che scontata, ma fondamentale per garantire chiarezza e rispetto verso il lettore, soprattutto se si avvicina alla storia senza una preparazione approfondita. Lo stile dell’autrice è limpido, scorrevole, coinvolgente. Si percepisce un lavoro minuzioso, arricchito anche da mappe esplicative che accompagnano la narrazione. E poi ...la citazione d'apertura tratta dal Sun Tzu come morale dell'intera opera: “Se conosci il nemico e te stesso, non temerai il risultato di cento battaglie.” Una scelta perfetta, perché le pagine successive traducono proprio questo principio in racconto, attraverso una lettura attenta della psicologia dei personaggi — tratto distintivo della scrittura della Curione. I suoi protagonisti non sono sagome lontane, cristallizzate nei manuali di storia: diventano carne, volto, respiro. Si muovono, soffrono, decidono. E il lettore si ritrova accanto a loro, testimone di guerre, scelte, gioie e disperazioni. Non solo sovrani o combattenti, ma uomini e donne. Tra costoro, Costanza emerge come una figura complessa: regina, stratega, ma prima ancora moglie, madre, donna. Porta avanti due binari paralleli — il regno e la famiglia — cercando un equilibrio che spesso appare impossibile. Le donne della Curione sono forti, costruiscono la propria identità giorno dopo giorno, affrontano dolore e delusioni. In un contesto storico che spesso le ha messe a tacere, qui trovano voce e spazio. Accanto a Costanza si muove la sua rivale, Macalda, figura oscura e affascinante, moglie di Alaimo da Lentini. Il suo percorso è segnato dalla perdita e dall’umiliazione, ma anche dal desiderio di riscatto. La sua storia è quella di una donna che cerca di ricostruirsi quando tutto le viene sottratto. Non meno interessante è il personaggio di Imelda, personaggio fittizio legato alle medichesse salernitane, presentata come figlia di Giovanni da Procida in una antica leggenda. Imelda è una figura sorprendentemente moderna: desidera studiare, lavorare, amare liberamente. Ma il peso delle convenzioni la costringe a rinunciare, trovando rifugio in un convento, dove esercita la medicina lontano dallo scandalo. Il romanzo brilla anche nella rappresentazione della guerra e degli assedi, descritti con precisione storica ma anche con sensibilità umana. Non solo armi e strategie, ma paura, speranza, resistenza. La dimensione spirituale — come il ricorso alla Madonna delle Scale — accompagna i momenti più difficili. Accanto alla guerra, c’è la vita quotidiana: scene familiari, udienze, conversazioni private. Interessante l’uso degli spazi, come le camere da letto, che — come evidenziato negli studi della medievista Chiara Frugoni — erano luoghi centrali per incontri e decisioni politiche. Tornei, caccia col falcone, giochi di potere: ogni elemento contribuisce a restituire un mondo vivo e credibile. Il falco, più ancora dell’aquila, emerge come simbolo della regalità medievale. Tra destrieri , arazzi e maghi di corte, il lettore viene immerso in una dimensione cinematografica. La Curione ha uno stile preciso, mai ridondante. Sa scegliere le parole giuste, senza eccessi e sa creare la giusta atmosfera in cui fare riflettere le emozioni dei personaggi nella natura, nelle notti oscure, nei paesaggi carichi di tensione in influire temporale scandito dai rintocchi delle campane. In definitiva, Costanza di Svevia: La guerra della regina non è solo un romanzo storico: è un viaggio dentro le pieghe più umane della storia, dove il potere si intreccia ai legami di sangue, e le decisioni politiche hanno il peso, spesso doloroso, delle scelte familiari. Ma, più in profondità, è anche un racconto sul valore della conoscenza: conoscere se stessi, prima di tutto, con le proprie fragilità, ambizioni e contraddizioni, e conoscere l’altro, anche quando è avversario, rivale o nemico. È proprio in questo continuo confronto — interiore ed esterno — che i personaggi crescono, sbagliano, si trasformano. Ed è qui che il romanzo trova uno dei suoi insegnamenti più forti e attuali. Chiara Curione dimostra ancora una volta che raccontare il passato non significa semplicemente ricostruirlo, ma restituirgli voce, respiro e verità. È un libro che si legge con partecipazione e rispetto, che insegna senza mai appesantire e che, pagina dopo pagina, ricorda una cosa semplice ma potente: la storia non è mai lontana da noi, perché è fatta della nostra stessa materia.
Sinossi:
Sicilia, 1287. Dopo la morte di re Pietro, la regina Costanza lotta per mantenere la pace tra l’Aragona e il suo popolo. Intorno a lei si intrecciano i destini di donne straordinarie: Macalda, la baronessa ribelle rinchiusa nella torre di Messina, e Imelda, la giovane medichessa fuggita dalla corte. Sullo sfondo della guerra, della fede e del tradimento, emerge il coraggio femminile che sfida la tirannia e la Storia. Costanza di Svevia. La guerra della regina è un grande affresco medievale di passioni, inganni e riscatti, dove la voce delle donne illumina la verità nascosta del potere.
L'autrice:
Chiara Curione (Bari 1962) è autrice di racconti e romanzi per ragazzi e collabora con il laboratorio di lettura della biblioteca di Gioia del Colle. Organizza laboratori di lettura e di scrittura per ragazzi e i suoi testi sono stati adottati a scuola per progetti lettura. La sartoria di Matilde è il suo primo romanzo, poi ha scritto una raccolta di fiabe storiche su Federico II che ha offerto lo spunto per rappresentazioni teatrali. Tra le sue opere per ragazzi più nota il romanzo storico Un eroe dalla parte sbagliata (Besa Editore). Per lo stesso editore ha pubblicato nel 2012 la saga familiare Una ricetta per la felicità. Successivamente, con il romanzo storico Il tramonto delle aquile (EEE- Edizioni Ebook) ha ricevuto il premio della Giuria Zingarelli. Nel 2016 ha pubblicato l’opera teatrale per ragazzi Giuseppe e Maria (EEE- Edizioni Ebook). In seguito nel 2018 il libro di fiabe storiche Il falco parlante e il re bambino (La Medusa Editrice) e il racconto scritto con Laura Tullio Adama e Tonio: un’amicizia senza confini (Il grillo editore). Nel 20020 per la casa editrice Fasi di Luna ha pubblicato il racconto Le bulle, scritto con Laura Tullio e, con Tripla E, Costanza di Svevia. Il ritorno da regina. Il seguito di Costanza di Svevia è La guerra della regina (Tripla E, 2026).
Dettagli:
Editore: EEE - Edizioni Tripla E
Data di pubblicazione: 1 gennaio 2026
Lingua: Italiano
Lunghezza stampa: 342 pagine
ISBN-10 8855395076
ISBN-13 978-8855395076




Commenti
Posta un commento