Le Baburecensioni: Attentato al Duce. Le molte storie del caso Zamboni di Brunella Dalla Casa




Un mistero tutto italiano, consumatosi in uno dei periodi più neri della storia del nostro Paese. Una storia sfaccettata, controversa, ancora avvolta da interrogativi ai quali, nonostante il tempo trascorso, non è stata data una risposta definitiva. “Attentato al Duce. Le molte storie del caso Zamboni” (Il Mulino, nuova edizione 2026) di Brunella Dalla Casa riporta alla memoria uno degli episodi più controversi dell’Italia fascista: l’attentato a Benito Mussolini avvenuto a Bologna il 31 ottobre 1926, quando il quindicenne Anteo Zamboni fu indicato come responsabile e linciato sul posto. Una vicenda che il volume ricostruisce attraverso le indagini, le conseguenze sulla famiglia Zamboni e la conseguente stretta repressiva del fascismo. L’autrice intreccia microstoria e macrostoria, analizzando le diverse deposizioni e versioni del fatto. Nonostante le numerose piste e ipotesi sul caso, tra cui quella di una possibile cospirazione interna al fascismo legata all’area più intransigente e squadrista, la vicenda resta ancora oggi priva di una risoluzione definitiva. Il volume si distingue per la ricchezza documentaria e per una scrittura accessibile, trasformando una vicenda complessa in un’indagine avvincente e ricca di interrogativi. Uno degli aspetti più convincenti è proprio la duplice natura del libro. Da una parte c’è il rigore dello studio storico, sostenuto da una considerevole quantità di documenti e da un’analisi attenta delle fonti; dall’altra, una narrazione fluida, che permette anche al lettore non specialista di seguire la vicenda con interesse. L’autrice non si concentra soltanto sull’episodio centrale, ma allarga lo sguardo al contesto nel quale esso si inserisce. È qui che il caso assume una dimensione più ampia: la vicenda individuale diventa una lente attraverso cui osservare una società attraversata da tensioni, contraddizioni e trasformazioni profonde. Particolarmente interessante è anche la dimensione comunicativa dell’episodio e il modo in cui il fascismo seppe trasformare un fatto concreto in uno strumento funzionale alla propria narrazione. Nella sua concretezza, l’attentato si configura in uno sparo che aveva mancato Mussolini, lacerandogli il cordone dell’Ordine Mauriziano per conficcarsi alla fine nell’imbottitura dell’automobile. Quegli poi trasformati in cimeli, contribuendo a costruire attorno alla figura del Duce un’immagine di eccezionalità e invulnerabilità. È un aspetto che permette di comprendere una delle dinamiche fondamentali della comunicazione di regime: non limitarsi a raccontare ciò che accade, ma reinterpretarlo e trasformarlo in un racconto funzionale al potere e al culto del leader. Anche sotto questo aspetto, il caso Zamboni diventa quindi una lente preziosa per comprendere i meccanismi attraverso cui il fascismo costruiva e alimentava la propria immagine. Il lettore viene così condotto dentro una storia fatta di persone, documenti e, soprattutto, interrogativi, versioni differenti e interpretazioni che nel tempo hanno alimentato un autentico mistero italiano. Il risultato è un libro che riesce a rendere accattivante una materia storica tutt’altro che semplice. La scrittura scorrevole, la spiegazione chiara e dettagliata e l’attenzione riservata ai protagonisti rendono la lettura particolarmente coinvolgente. A completare il valore divulgativo del volume contribuisce anche il corredo fotografico, che accompagna il lettore nella ricostruzione di un’epoca e dei suoi protagonisti. È forse proprio questo uno dei maggiori meriti dell’opera: mostrare come, all’interno di una dittatura, anche un singolo episodio possa essere sottratto alla sua dimensione concreta e trasformato in un racconto politico. Attentato al Duce non offre soltanto una ricostruzione del caso Zamboni, ma permette di interrogarsi sul rapporto tra documenti, memoria, propaganda e costruzione della verità. E, a quasi un secolo di distanza, lascia ancora aperta la domanda fondamentale: quale verità si nasconde davvero dietro una delle vicende più controverse dell’Italia fascista? 


Sinossi:

Uno sparo contro Mussolini, un ragazzo linciato: uno dei misteri più oscuri dell’Italia fascista. Il 31 ottobre 1926, a Bologna, durante le celebrazioni del regime, un colpo di pistola sfiora il duce. Nel caos, la folla uccide Anteo Zamboni, quindicenne, indicato come attentatore. Figlio di un tipografo anarchico e fascista, vicino a Leandro Arpinati, il suo caso scatena violenze e apre la strada alle leggi eccezionali. Mentre la giustizia processa i familiari, resta l’enigma: gesto isolato, complotto o errore fatale? Cent’anni dopo, il libro ricostruisce una vicenda ambigua e tragica nel cuore dell’Italia fascista.

L'autrice:

Brunella Dalla Casa ha diretto l’Istituto per la Storia della Resistenza nella provincia di Bologna. Con il Mulino ha pubblicato «Leandro Arpinati. Un fascista anomalo» (2013) e ha curato «Malacappa. Diario di una ragazza 1943-1945» di Giancarla Arpinati (2004). Dettagli:  
Autore: Brunella Dalla Casa  
Editore: Il Mulino 
Collana: Storica paperbacks 
Anno edizione: 2026 
Formato: Tascabile 
In commercio dal: 11 settembre 2026 
Pagine: 304 p., Brossura 
EAN: 9788815389640

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